Spigola dalla spiaggia a Bolognese

Come pescare la Spigola dalla spiaggia a Bolognese.


Cercherò di spiegarvi in base alla mia esperienza e alla miriade di informazioni raccolte da amici e online, come tentare di pescare la Spigola dalla spiaggia utilizzando la tecnica Bolognese.

La bolognese è la classica tecnica con canna e mulinello, entrambe molto leggere, alle quali verrà accoppiato un galleggiante scorrevole.

Prima di cercare di catturare la nostra preda è bene conoscerla un pò di più, ecco quindi la pagina dedicata alla Spigola, leggetela e poi tornate qui.

Giornata, ora, mare ideale.

  • Poco vento o nulla
  • No pioggia
  • Alba o tramonto
  • Alta marea
  • Mare poco mosso o calmo

Meglio se da inizi Ottobre a metà Marzo, tuttavia è sempre possibile insediarla in periodi diversi ma non aspettiamoci grandi taglie.

Come sappiamo, dopo aver letto la pagina della Spigola, queste sono le condizioni ideali per cercare di catturare la nostra Spigola

Come scegliere la spiaggia ideale

  • Fondale sabbioso con presenza di sassi o scogli
  • Presenza di canale di scarico acque bianche o piccoli corsi d’acqua che si immettono in mare
  • La foce dei fiumi è l’ideale

Come abbiamo visto nella pagina dedicata, la spiaggia va scelta in base a queste caratteristiche.

Prima di partire

  • Controllare le maree per stabilire l’ora più proficua, puoi farlo su questo sito.
  • Controllare meteo della zona per trascorrere una bella giornata

Consiglio di controllare sempre le maree e recarsi sul luogo di pesca almeno 2 ore prima del culmine dell’alta marea, restandoci poi fino a 2 ore dopo. In modo da battere tutto il periodo di tempo favorevole a qualche abboccata. Poi logicamente anche il meteo va controllato per non avere brutte sorprese o acquazzoni.

Attrezzatura per pescare la Spigola dalla spiaggia a Bolognese

  • Canna bolognese da 4 metri leggera, meglio se in carbonio alto modulo.
  • Mulinello 2000 o 3000 anch’esso leggero ma resistente.
  • 0,16 monofilo di buona marca in bobina.
  • Galleggiante a pera o goccia o all’inglese da minimo 1 a max 3 grammi.
  • Bobina per terminali da 0,8 fino a 0,10.
  • Ami 16-18.
  • Scatolina piombini.
  • Girelle piccoline.
  • Bigattini 500g – 1 kg.
  • Reggi canna.
  • Guadino.
  • Immancabile borsa degli attrezzi.
  • Torcia frontale se troppo presto o troppo tardi.

In linea generale questo è quello che ci serve e che non possiamo proprio lasciare a casa.

La canna deve essere sottile ma robusta, molto bene le bolognesi in carbonio alto modulo a diverso intreccio ( si nota proprio a vista che sembrano attorcigliate su se stesse ) da 5-6 metri.

Logicamente ogni luogo ha bisogno della sua attrezzatura specifica ma io parlo sempre in linea standard, condizioni e luoghi più o meno comuni a tutti in Italia.

Il mulinello deve avere la frizione regolabile, deve essere un bel mulinello di marca se non vogliamo avere problemi, meglio uno dei più economici Shimano 2000 che con 20 euro si compra , anche se si è alle prime armi che un mulinello preso dai cinesi potrà farci fare una decina di pescate risparmiando poco al momento dell’acquisto.  Non deve essere ipertecnologico con molti cuscinetti, l’importante è che sia piccolo ma resistente e senza intoppi.

Il filo in bobina deve essere di buona marca e massimo dello 0,16 I Galleggianti devono sempre essere disponibili nella nostra cassetta e variare tra quelli a pera, a goccia, all’inglese, ma sempre di grammature dagli 1 ai massimo 3-4 grammi o la Spigola avvertirà il peso alla toccata.

Li sceglieremo in base alla corrente e al moto ondoso. Mare calmo=galleggiante piccolino da 1 grammo a goccia, forti correnti=galleggianti più “pesanti”. Anche se le forti correnti o mare agitato ci stanno dicendo già di cambiare tecnica!

Il filo per il terminale deve essere scelto in base alla limpidezza delle acque. Acqua limpidissima=0.8 di ottima marca tipo Asso e altri, acque più torbide ci permettono di essere un pò più pesanti con uno 0.10 ma mai andare oltre queste misure.

Sugli ami non discuterei, un modello soltanto, Tubertini serie 2 numero 17. Stop. 🙂

Un bel pò di bigattini per pasturare poco ma spesso, ogni 5-10 minuti. Quindi almeno mezzo chilo ci vuole, dipende da quanto tempo vogliamo restare a pesca e da quante persone abbiamo in squadra.

Immancabile il guadino: peschiamo con fili sottilissimi quindi un guadino è fondamentale o rischieremo di perdere tutte le nostre prede.


Il punto di lancio

Lancieremo sempre accanto al flusso d’acqua che si immette nel mare, sia esso fiume o corso d’acqua, mai direttamente dove sfocia, troppo trambusto.

Anche una decina di metri a destra o a sinistra del canalone andranno benone, cercando di beccare, anche a vista, il gradino di risacca vicino la spiaggia, per capirci, è il punto dove quando facciamo il bagno in mare iniziamo ad avvertire la profondità che aumenta sotto i nostri piedi.

La montatura, si fà sul posto!

Dobbiamo realizzare una montatura che sia in grado di far camminare il nostro bigattino sul fondo, quindi dobbiamo prima misurare la profondità.

Per misurare la profondità:

Mettiamo un galleggiante all’inglese da 2+1 tramite il “ferrettino per la regolazione della profondità” ( ignoro il nome tecnico, ma spiegato in figura 1 ), direttamente alla lenza madre e al capo finale della lenza (dove andrebbe l’amo) ancoriamo momentaneamente una torpilla o piombo che superi la taratura del galleggiante, nel nostro caso un piombo da 1,5 grammi o 2.

Ricordiamo infatti che se sul galleggiante troviamo scritto 2+1, vorrà dire che 2 grammi pesa solo lui e 1 grammo è la taratura che dobbiamo raggiungere con i pallini.

Facciamo scorrere il galleggiante fino alla distanza di circa 1 metro e mezzo dal piombo.

Lanciamo nella zona che abbiamo scelto ( circa 5-6 metri dalla spiaggia ) e vediamo se il galleggiante affonda o resta a galla.

Se resta a galla vorrà dire che il piombo tocca terra ( ma non sappiamo quanto filo moscio abbiamo sott’acqua )

Se affonda allora dobbiamo alzare ancora di più il galleggiante aumentando la sua distanza dal piombo. Perchè vorrà dire che pescheremo a mezz’acqua o quanto meno non proprio rasente al fondo.

Si deve verificare la seguente situazione per la distanza ottimale:

Dobbiamo stabilire la giusta distanza tra il galleggiante e il piombo in modo che una volta lanciato nella zona che ci interessa, resti visibile solo l’asta del nostro galleggiante. (fig.1)

Sapremo certamente che pescando a questa altezza, lascieremo il bigattino proprio rasente al fondo e libero di muoversi.

Una volta misurata la profondità togliamo il piombo e continuiamo a fare la nostra montatura come segue.

NB: La distanza trovata tra il galleggiante e il nostro piombo deve equivalere, a montatura terminata, alla distanza tra il galleggiante e l’amo, credo sia chiaro.

Intanto pasturiamo

Nel frattempo che realizzeremo la montatura, facciamo qualche fiondata di bigattini nella zona che abbiamo scelto.

Realizzazione della montatura:

Ecco cosa ci occorre, questa è la montatura che uso io, ognuno ne ha una preferita.

  • Galleggiante all’inglese da 2+1, si adatta a tutto, tranne a mare molto mosso
  • Ferrettino con gommini per sistema scorrimento
  • Girella piccola
  • N° 2 pallini per un totale di 0.80 grammi
  • Finale da 40 cm dello 0.8 asso di cuori
  • Amo 17 serie 2 Tubertini

Mi piace perchè:

  1. Innanzitutto sei libero di scegliere e spostare di volta in volta la profondità dove pescare, grazie al ferrettino che ci fa scorrere il galleggiante.
  2. Poi usiamo poco terminale di volta in volta e si sa che più corto è e più resistente sarà!
  3. Il galleggiante all’inglese permette lanci tranquilli senza sforzare molto la canna.
  4. E’ una montatura che permette il cambio veloce del galleggiante se le condizioni del mare cambiano.

Ma vediamola un pò in questo disegno che ho realizzato per voi:

Direi che non serve aggiungere altro. Nel disegno le misure non sono proprio in scala ma immaginate il galleggiante lontano circa o più di un metro dalla girella e poi il terminale di 40 cm.

Totale tra galleggiante e amo = 1,50 mt, poi logicamente dipende dalla profondità che abbiamo calcolato prima.


Azione di pesca

Finalmente effettuiamo il primo lancio dopo aver innestato un solo bigattino come in figura, o a limite 2 bigattini, uno a calza che riveste l’amo e l’altro dalla testa sempre sottopelle, libero di muoversi.

Cerchiamo di lanciare sempre nella stessa zona trovata prima.

Nell’attesa osserviamo con un occhio il galleggiante e con l’altro il mare. Se notiamo “bollate” o movimenti di attività dei pesci perdiamo qualche lancio in quel punto preciso.

Ferrata e recupero

Inutile dire che appena il galleggiante va giù dobbiamo ferrare, non violentemente ma in modo secco e preciso nell’istante in cui il galleggiante affonda. Perdere il tempismo è un erroraccio!

Se saremo fortunati sentiremo la nostra Regina tirare con tutte le sue forze.

Apriamo, allentiamo, leggermente la frizione concedendogli un pò di filo, ma teniamo sempre la mano ferma e non facciamola allontanare molto.

Il filo deve restare sempre in tensione ma controllato dal nostro polso.

Appena notiamo un cedimento recuperiamo prontamente ma sempre attenti alle “testate”. Abbiamo terminali sottilissimi ed è un attimo rompere tutto.

Prendiamo il guadino o facciamoci aiutare da un amico se è bella grossa.

Appena toglierà la testa dall’acqua dovremmo farla planare a pelo d’acqua in maniera convinta fino a portarla nel guadino, ma sempre facendo attenzione a non spaccare tutto.

Spero che questo articolo sia stato di aiuto a chiunque lo abbia letto.