Pesca delle seppie da riva e nei porti ad eging.

Negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede la pesca delle seppie da riva e nei porti. Le seppie si possono pescare sia con esche naturali che con esche artificiali. Si possono catturare le seppie sia di giorno che di notte ma dalla riva e nei porti si hanno maggiori catture durante la notte.

Per pescare le seppie da riva e nei porti ad eging bisogna conoscere il loro habitat.

Gli hot spot migliori per pescare le seppie sono in prossimità di frangiflutti, foci di fiume e appena all’esterno dei porti. I fondali che regalano maggiori catture sono fondali misti di roccia e sabbia. Le seppie possono essere catturate a una profondità da pochi metri fino ai 150 metri.

Come pescare le seppie da i porti con esche naturali.

Sicuramente le seppie possono essere pescate ade eging con gli artificiali ma si possono pescare anche con esche naturali. Si possono utilizzare le apposite gabbiette metalliche munite della corona o la sola asta d’acciaio munito anch’essa della corona per innescare i piccoli pesci. Utilizzando boghe sarde e molti altri pesci innescati con le apposite gabbiette e aste con corona.

Azione di pesca e come muovere la canna per pescare le seppie dai porti e dalla spiaggia.

gabbietta per la pesca delle seppie
gabbietta per la pesca delle seppie

Utilizzando gli artificiali tipo totanare l’azione di pesca è simile. Bisogna dopo aver lanciato fare arrivare l’esca sul fondo aspettando anche 15-20 secondi o più se il fondale è molto profondo. Una volta che l’artificiale ha toccato il fondo per pescare le seppie bisogna recuperarlo lentamente in modo che sia vicino al fondo, ogni tanto bisogna dare un jercata con la punta verso l’alto in modo da far saltellare l’artificiale. Non appena la seppia attacca l’artificiale sentiamo subito il peso e bisogna recuperarla lentamente con filo sempre in tiro senza dare strappi.

Pescando le seppie dai molli o porti e utilizzando esche naturali possiamo fare una pesca di attesa. Possiamo far arrivare l’esca vicino al fondo facendola scendere vicino al muraglione e aspettando che la seppia attacchi l’esca. Una volta avuto l’attacco della seppia si vede la cima della canna flettere, a questo punto bisogna recuperare lentamente per non strappare i tentacoli di questo cefalopode.