Traina ai calamari.

Sicuramente la traina ai calamari è una tecnica che affascina molti pescatori. Molti pescatori sportivi dalla barca sono interessati a questo cefalopode non solo per la bontà di questo mollusco, ma anche per la pesca a traina con il vivo. Infatti per la cattura di dentice, ricciola e cernia in alcuni periodo questo mollusco è quasi indispensabile.

Le esche artificiali per la traina ai calamari.

Diversi produttori sono sul mercato con migliaia di artificiali diversi per forma colore e prezzo ma bisogna fare molta attenzione pochi di questi sono veramente validi. Bisogna utilizzare artificiali che si distinguono per nuoto e per la qualità costruttiva, sicuramente gli artificiali della Rapala, Maria e Yozuri e qualche altra marca sono ottimi.

La regola per la scelta del colore come per le altre tecnica che prevede l’uso di artificiali si utilizzano:

  • Colori accessi ed olografie forti quando c’è poca luce, poca luna e con acque torbide.
  • Mentre colorazioni simili al pesce reale, imitando il pesce foraggio, in acque limpide e cristalline e nelle fasi di luna crescente o piena.

Le ore e il periodo migliore per la traina ai calamari.

Brevemente si può dire che le ore migliori per la pesca dei calamari a traina solo le ore notturne. La pesca ai calamari a traina avviene con successo di solito nel periodo invernale, da ottobre a marzo. In alcune zone questo periodo si allunga di qualche mese dalla fine d’agosto fino alla fine di maggio.

Terminale per legare gli artificiali della traina a calamari.

Come terminale si può utilizzare semplicemente uno spezzone in fluorocarbon del diametro del  0,30-0,35  lungo circa 1-2 metri. Dove si lega a un capo l’artificiale da trainare e l’altro direttamente alla lenza madre del mulinello. Possiamo trainare contemporaneamente anche diversi artificiali con la stessa canna utilizzando un terminale a bandiera. Utilizzando due girelle a tre vie si costruisce una trave dove legare i terminali per gli artificiali.

Terminale per la traina ai calamari

 

Come in figura si costruisce una trave lunga circa due metri alle quali si legano due finali da 60 centimetri e uno da un metro e mezzo. Bisogna utilizzare l’ultimo artificiale auto affondante in modo che durante la traina porta a fondo la trave con gli altri artificiali. In alternativa a questo artificiale possiamo utilizzare un piombo. Bisogna far scendere il terminale a circa 20 metri dalla poppa della nostra imbarcazione, trainando ad una velocità di circa 2 – 2,5 nodi. Utilizzando un solo artificiale si può utilizzare come lenza madre in monel o Il dacron piombato che sono affondanti.

Bisogna recuperare senza strappi e tenendo sempre in tiro la nostra lenza per non far slamare il calamaro, ma bisogna anche fare molta attenzione a non forzare per evitare di strappare i tentacoli delicati del calamaro.