Trout area

Trout area.

La tecnica del trout area in breve è la pesca della trota a spinning. Anche se definire la trout area spinning alla trota è molto riduttivo. Infatti è una tecnica che rispecchia la filosofia, il rigore e il

perfezionismo giapponese. Nei vari laghetti a pagamento Italiani si sta diffondendo questa nuova tecnica per la pesca della trota.

Origine e caratteristiche.

Il trout area è una branca dello dello spinning dai natali Giapponesi. Le caratteristiche principali che distinguono il trout area sono due. Prima di tutto l’utilizzo di attrezzatura ultralight. Poi cosa molto importante il rispetto per il pesce. Vista l’utilizzo di attrezzature molto leggere impongono al pescatore una grande pazienza e tecnica per portare a termine il combattimento. Una volta catturato il pesce viene trattato con il maggior rispetto possibile. Quindi accorgimenti come l’uso di guadini di gomma e ami singoli senza ardiglione sono le basi per il rispetto della trota. Quindi il rilascio della trota dopo un attento maneggiamento avviene senza stress per la preda.

Periodo migliore per la tecnica del trout area.

La tecnica di pesca a trout area si può svolgere in tutto l’ anno. Sicuramente l’unica limitazione è l’apertura del laghetto sportivo dove svolgerla. Puoi anche leggere anche: Pescare la trota in base al periodo.

La tecnica del trout area.

Si utilizzano per questa tecnica piccoli artificiali hardbait e spoon. Questi artificiali vengono recuperati lentamente e in modo lineare. La capacità di scegliere il colore e farlo lavorare a una certa profondità per la cattura della trota fa parte della bravura del pescatore. Vi sono delle piccole eccezioni ovviamente, ad esempio alcune hardbait vanno recuperate in maniera irregolare. Bisogna essere in gradi anche di intervenire velocemente assecondando il mutevole interesse della trota durante la sessione.

Attrezzature per la tecnica del trout area.

Come accennato in precedenza l’attrezzatura deve essere ultra light. In molti utilizzano l’attrezzatura da spinning ultra light ma in commercio esiste attrezzatura dedicata.

Canne.

Le canne sono attrezzi  progettati appositamente per questa tecnica. La lunghezza vanno dai 5 ai 6 piedi, con un casting che non supera i 5 grammi. Possono essere sia tubular che solid tip. Le prime hanno azione molto parabolica e sono ottimali per artificiali come spoon e crank. La seconda tipologia hanno una vetta ipersensibile e un azione più progressiva, ottimali per i bottom lures.

Mulinelli.

I mulinelli da abbinare vanno dalla taglia 1000 alla 2000 con rapporti di recupero medio lenti. La frizione ricopre un ruolo molto importante e deve avere un ottimo spunto ed essere progressiva.

Filo o lenze in bobina sul mulinello.

In bobina si utilizza del mono filo in fluorocarbon del 0,10-0,14 che ci permetteranno di gestire le leggere esche.

Artificiali.

Gli spoon sono l’esca più utilizzata per questa tecnica. Questi artificiali presentano un larghissimo range di forme e colori.  Con acqua pulita e scarsa luce, colori come: bianco, rosa, azzurro e marrone produrranno interesse da parte delle trote. Mentre in situazioni di acqua sporca e luce abbondante spoon di colore arancio, dorato, verde e argento risveglieranno l’interesse del pesce.

Quando le trote sono inattive le hardbait ci permetteranno di produrre catture grazie al loro potere attirante. Crank e jerk di svariati colori e tipi riusciranno a mantenere vivo l’interesse del pesce, a stuzzicarlo quando snobberà i nostri spoon. Anche bottom lures come vibe e lipless risulteranno efficaci quando il pesce staziona a contatto col fondo.